Faker

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di Mike Carey e Jock
Planeta DeAgostini, nov. 2008 – 160 pagg. col. bros. – 11,95€

 

Nel microcosmo della St. Cloud University si aggira un impostore. Un “falso positivo” della razza umana, alla disperata ricerca di una conferma della sua esistenza nell’evidenza delle reazioni altrui. Solo quattro studenti, reduci da una notte di bagordi, conservano memoria della sua identità. La progressiva rivelazione della sua reale natura porterà alla luce verità taciute e inconfessabili segreti. Thriller psicologico con venature horror, “Faker” propone un’attenta analisi dei rapporti umani concentrandosi sul comune e travagliato processo di costruzione di un’identità sociale. Guidato dalla cinica voce narrante della studentessa Jessie Kidby, affascinante ricattatrice seriale, lo script indaga la psiche dei protagonisti impegnati a svelare il mistero dell’impostore Nick Philo. Ad ogni giro di vite della sceneggiatura si ha però la sensazione che Carey perda di vista lo spunto iniziale. Tralascia l’indagine psicologica e diminuisce l’attenzione ai personaggi, imponendo negli ultimi tre capitoli un cambio di marcia a base di segretissimi esperimenti governativi e fughe rocambolesche. Buona la prova di Jock alle matite capace di donare la giusta espressività a tutti gli attori. Forse, un’occasione sprecata.

 

 

FrankEinstein

Questa recensione è pubblicata anche da Lo Spazio Bianco

Fakerultima modifica: 2009-01-19T09:33:00+00:00da nandokhan
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