Superman – Un anno sabbatico

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di Geoff Johns, Kurt Busiek e Pete Woods, Renato Guedes

Brossura, 192 pp, col. € 12,95 – PlanetadeAgostini

 

Al termine dell’evento fumettistico – Crisi Infinita – che ha modificato le coordinate dell’universo Dc Comics, tutte le collane mensili hanno compiuto un balzo in avanti di un anno. Le vicende intercorse in questo periodo sono raccontate settimanalmente in  “52”.

Metropolis, oggi.

Una città priva del suo più nobile guardiano. Superman è scomparso prendendosi un anno sabbatico. Chi non riposa è il suo alter ego, Clark Kent impegnato a tempo pieno nella carriera giornalistica al Daily Planet. Libero dal costume dell’Azzurrone, lo ritroviamo un po’ imbolsito e calato nei panni del marito perfetto. I suoi poteri sono scomparsi e, malgrado tutti i tentativi per restituirglieli (bombardamento di raggi solari ed altre diavolerie scientifiche), non si riesce a cavare un ragno dal buco.

Le  emergenze, i criminali non prendono anni sabbatici, sono gestite da una Supergirl in gran forma. Lex Luthor, appena scampato dalle solite vicende giudiziarie, ricomincia a tramare nell’ombra. Quasi niente di nuovo sotto il sole (non è la prima volta che Superman perde i poteri) verrebbe da dire, salvo che il buon Kent è fatto oggetto di spiacevoli attenzioni da parte di Luthor e della Intergang (società internazionale del crimine organizzato) per le sue denunce giornalistiche.

Colpisce immediatamente, la nuova condizione del personaggio che, per sua stessa ammissione “senza supersensi ha sviluppato un supersenso diverso, la sensazione di essere umano.” La separazione tra quello che oggi è Kent ed il suo alter ego, è netta. L’umana essenza gli impedisce di reagire al pestaggio di Luthor: menare le mani fa parte della natura di Superman. L’enigma sulla mancanza dei poteri è presto svelato. La sovraesposizione al sole di Krypton (Eldirao) durante “Crisi Infinita” annesso a un problema d’origine psicologica.

E’ lo stesso Kent ad inibirli, assecondando un desiderio di normalità che forse lo corrodeva da anni. Alieno cresciuto su un pianeta alieno, capace di accoglierlo e innalzarlo ad eroe. Rieccolo al banco di prova per riacquisire un posto nella società non vincolato dalla condizione superumana. Del resto tutti abbiamo bisogno di conferme.

Ma anche per l’uomo d’acciaio le vacanze finiscono.

Riprendere ad imparare a volare e riallenare i supersensi, sono conquiste progressive che passano attraverso tentativi sgangherati e buffi, capaci di donare freschezza ad un mito che conta quasi settanta primavere (Action Comics 1938). Alle matite si alternano un ottimo Pete Woods ed un discreto Renato Guedes.

Look the sky.

Frank Einstein
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Superman – Un anno sabbaticoultima modifica: 2007-06-25T18:30:00+00:00da nandokhan
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2 pensieri su “Superman – Un anno sabbatico

  1. secondo te è corretto dire che Superman è un supereroe un po’ borghese? bravo ragazzo, per niente sfigatello, pacato, cavaliere, senza slanci nè cadute di stile? ….o forse sono io che soffro della sindrome da uomo ragno? 😉 ciaooooo

  2. Più che borghese sposo il cavaliere perfettino. La categoria di supereroi con superproblemi appartiene sicuramente più a Spiderman, come tu osservi.
    Per Superman ci troviamo in ambito diverso. Il personaggio si atteggia più come una figura divina (indossare il costume comporta una trasfigurazione mistico-religiosa che lo rende irriconoscibile). In tal senso la sua funzione è quella di ispirare al bene gli umani, rappresentati come esseri ordinari ed occhialuti – vedi Clark Kent.
    🙂

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